La passione del collezionismo

È un avvenimento assai raro e significativo che un cospicuo corpus di antiche e rare ceramiche venga costituito dopo essere state tenacemente rintracciate una per una, e soprattutto tornino a essere conservate, fruite e ammirate nell’originario centro di produzione da cui erano a suo tempo trasmigrate nel mondo intero.

Ciò è accaduto a Laterza, per merito di un grande collezionista e connoisseur, Riccardo Tondolo, che ha raccolto con discernimento per decenni sul mercato antiquario nazionale e internazionale le più pregevoli maioliche prodotte dalle fornaci laertine.

E proprio il dr. Tondolo ha affermato che lo storico della ceramica Guido Donatone, curatore del Catalogo della Mostra, ha “risvegliato alcuni decenni fa dall’oblio la produzione della maiolica artistica di Laterza dei secoli XVII, XVIII e XIX”.

In precedenza si erano sporadicamente occupati di Laterza il giornalista Domenico Maselli e lo storico Nicola Vacca, ma quest’ultimo aveva connotato la ceramica laertina come “spiccatamente popolare, lontana dal carattere d’arte”. Si deve invece al Donatone l’avvio delle ricerche storico-artistiche  e la ricostruzione filologica di valenti personalità di ceramisti, che consentono oggi – grazie anche ai sistematici studi di Carlo e Antonio dell’Aquila – di annoverare la ceramica istoriata turchina di Laterza tra le più interessanti espressioni della  maiolica barocca italiana ed europea.

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